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            <title>LA MAFIAGRAZIA ISOLA CHI FA IL SUO DOVERE</title>
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            <description>&lt;p&gt;DA GIOACCHINO GENCHI - copio e incollo:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;div class=&quot;photo photo_none&quot;&gt;&lt;div class=&quot;photo_img&quot;&gt;&lt;img class=&quot;img&quot; src=&quot;http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs987.snc4/76039_1509627296866_1119855370_31139632_8286412_n.jpg&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;''''''Ringrazio
 di cuore gli amici che mi sono vicini in uno dei momenti più difficili 
della mia vita. Affronterò il giudizio con la serenità con cui ho sempre
 svolto il mio lavoro e con l&quot;orgoglio di chi non rinnega i suoi 
principi. Probabilmente riusciranno a togliermi la divisa di poliziotto 
ma non saranno capaci di annullare la mia dignità di uomo e 
l'ostinazione per la ricerca della Verità.''''''&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 01 Dec 2010 23:04:17 +0100</pubDate>
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            <title>No al Bavaglio</title>
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            <description>Non lasciare che il Parlamento Europeo blocchi Internet! Non ci sarà modo ! Agisci ora!&lt;br&gt;L’accesso a Internet non dev’essere condizionato&lt;br&gt;…e non è solo per la possibilità di praticare P2P, è per la vita in generale!&lt;br&gt;Ogni
 persona che ha un proprio sito Internet ha interesse a difendere il 
libero utilizzo di Internet… così ogni persona che usa Google o Skype… 
ognuno che esprime liberamente le proprie opinioni così come chi esegue 
ricerche di qualsiasi tipo, per problemi di salute o per studio, per 
fare shopping online… per fare nuove conoscenze online… ascoltare la 
musica… guardare video…&lt;br&gt;Noi crediamo in un Internet libero – e tu?&lt;br&gt;L’Internet
 che noi conosciamo è a rischio per una proposta di legge che il 
Parlamento Europeo voterà a fine aprile. In base alla nuova proposta di 
legge, infatti, i provider saranno legalmente autorizzati a limitare il 
numero dei siti che tu potrai guardare, e a dirti se ti sarà permesso o 
meno di utilizzare particolari servizi. Questa verrà presentata come 
“una nuova opzione per il consumatore” all’interno della quale la gente 
potrà scegliere. Alle persone verranno offerti dei pacchetti simili a 
quelli per la pay-tv all’interno dei quali scegliere, ognuno di essi ti 
offrirà un limitato numero di opzioni a cui potrai avere accesso.&lt;br&gt;Vuol
 dire che Internet verrà diviso in tante piccole parti e la tua 
possibilità di accedervi e pubblicare dei contenuti potrebbe essere 
seriamente limitata. Questo sicuramente segnerà la fine del libero 
sharing online. Saranno create vere e proprie porzioni di Internet che 
non ci consentiranno mai di utilizzarlo nello stesso modo in cui è 
possibile oggi. Tutto questo perché Internet ora sta permettendo scambi 
tra le persone che non possono essere controllati o “facilitati” da 
nessun intermediario (ne dagli stati, ne dalle multinazionali) e mentre 
questo migliora la vita dei cittadini allo stesso tempo comporta una 
perdita di potere e di controllo per le grandi industrie. Ecco il motivo
 per cui queste stanno facendo pressione sui politici affinchè attuino 
questi cambiamenti.&lt;br&gt;La scusa è di controllare il flusso della musica,
 dei film e del materiale di intrattenimento che viene liberamente 
condiviso attraverso la pirateria e il downloading gratis, usando per 
esempio P2P file-sharing. In ogni caso, le reali vittime di questo piano
 saranno tutte le persone che usano Internet e l’accesso democrativo e 
indipendente alle informazioni, alla cultura e ai vantaggi che la rete 
offre.&lt;br&gt;Pensa a come usi Internet! Cosa comporterebbe per te se il libero accesso al web venisse tolto&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;QUESTO
 GRUPPO E' COLLEGATO AL GRUPPO: &quot; SCOPRI I CONTROLLI &quot;ECCESSIVI&quot;  CHE  
TI CANCELLANO  DA FACEBOOK&quot;  ... senza avere colpe gravi&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://weblibero.yolasite.com/blog/http://www.facebook.com/group.php?gid=65301458616&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=65301458616&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=yEvn7e0AF_A&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=yEvn7e0AF_A&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Internet e Facebook.Libertà di comunicare..o libertà vigilata?&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Era
 il 2004 quando Mark Zuckerberg, un 19enne studente statunitense 
dell'Università di Harward, insieme ad alcuni comapagni di stanza dava 
vita a Facebook, un social network che potesse creare un canale di 
comunicazione all'interno del loro ateneo.Di lì a poco, Facebook è 
diventato il social network più diffuso ed utilizzato del pianeta, con 
circa 200 milioni di iscritti ed un valore sul mercato stimato intorno 
ai 16 miliardi di dollari. Molti hanno ritrovato vecchie conoscenze, 
compagni di scuola, amici e familiari persi di vista da 
tempo.Insomma,stiamo parlando di un mezzo importante di socializzazione e
 comunicazione in un contesto ,quello della rete, che per socializzare e
 comunicare rappresenta un'opporunità unica nella società 
contemporanea.Ma..eh,già. Come sempre, in ogni bella storia c'è un &quot;ma&quot;.
 Il ma in questione (e non sarà l'unico) è che da un po' di tempo a 
questa parte, stranamente,inspiegabilmente ,e con molto disappunto da 
parte degli utenti, il nostro amato social network ha iniziato a 
disabilitare account su account, e questo, come detto ,senza fornire 
nessuna spiegazione esauriente in merito.Si invita a contattare 
(ovviamente in Inglese) un indirizzo di posta elettronica dal quale però
 molto spesso non giunge risposta alcuna o giunge con settimane, mesi di
 ritardo. In alcuni casi si chiede addirittura all'utente ormai ex 
utente di scrivere in Inglese una mail già scritta in Inglese (!).O in 
alternativa in francese.O in alternativa ancora in..Turco.Si può 
chiamare socializzazione,questa?Noi non crediamo.E non crediamo nemmeno 
si possa chiamare educazione. Ma..e i ma a questo punto sono già 2,non è
 tutto. Su Facebook è anche  possibile la pubblicazione di link 
(collegamenti ad altri siti) che in molti casi &quot;scompaiono&quot; o diventano 
illeggibili. Alcuni utenti sostengono che vengano cancellati solo link a
 siti di denuncia sociale e politica, altri che il server di Facebook 
non sia sufficientemente attrezzato a sostenerli, ma comunque la 
sostanza dei fatti in qusto caso cambia poco.Certo, al lettore potrà far
 sorridere o potrà sembrare superflua ed inutile una polemica di questo 
tipo, del resto non si sta parlando che di uno svago, di un caffè 
virtuale per rilassarsi, non di un lavoro, ma non va dimenticato che nel
 mondo in cui viviamo la rete ricopre un'importanza sempre maggiore, non
 solo a livello umano e sociale, ma anche culturale, lavorativo e 
politico. Con un semplicissimo click si può infatti comunicare con 
chiunque ed informarsi su qualsiasi ambito sempre e in qualsiasi luogo 
ci si trovi. Appare pertanto lampante che privare un cittadino, un 
essere umano prima ancora che un utente, di centinaia, migliaia di 
contatti, di tracce, di messaggi costruiti faticosamente nel tempo, 
magari per chiedere scusa ad una persona di un errore commesso nel 
passato o per  riallacciare un contatto importante per il proprio 
lavoro, non sia una responasabilità da sottovalutare. Si sta parlando 
della vita e dei sentimenti di milioni di persone, anche se magari potrà
 non sembrare così perché in quel momento è una vita dietro un computer.
 Ma non è tutto. Recentemente, è addirittura approdato sul tavolo della 
Commissione Cultura della Camera una progetto di legge per 
l'equiparazione dei blog a testate giornalistiche, con la possibilità 
quindi di essere perseguiti per i reati a mezzo stampa, e forum e social
 network sono stati accusati da molte istituzioni di minare la capacità 
di socializzazione &quot;reale&quot; delle persone e di causare nientemeno che una
 diminuzione delle facoltà intellettive e persino delle difese 
immunitarie. Beh,a noi non sembra sia la strada giusta per educare la 
comunità al confronto.Confronto significa dialogo, comprensione, 
fratellanza, rispetto,apertura mentale, crescita culturale, tolleranza. 
Ma, e questo è l'ultimo ma, un colpo di spugna che cancella un'identità 
non aiuta certo in questo senso. Forse a qualcuno il libero scambio di 
idee spaventa?&quot;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Davide Simone&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 01 Dec 2010 22:51:55 +0100</pubDate>
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